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        Exploring Life, Truth and J. Krishnamurti's Teachings      

        जीवन, सत्य और जे. कृष्णमूर्ति शिक्षाओं का अन्वेषण 

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The Nature of Meditative Self-inquiry & Dialogue

A dialogue session in Victoria BC, Canada
A dialogue session in Victoria BC, Canada

A meditative self-inquiry and dialogue is an open learning space where a group of human beings interested in exploring deeper questions of life come together. The core spirit of a meditative self-inquiry is held together with the following qualities:

1.     Togetherness: A deep process of self-inquiry and dialogue opens up in an environment of real togetherness, trust and love. This doesn't depend on whether we personally know each other. The work of self-inquiry is not just for the benefit of oneself but for the sake of whole human consciousness of which we are only tiny sparks. In a dialogue we work together as friends and fellow-travelers without any hierarchy or authority. The role of a facilitator is to initiate the dialogue process and keep the flame of self-inquiry alive while working together with the whole group and by gently reminding the original intention and the core questions around which we have gathered.

2.     A deep sense of wonder: The living qualities of wonder,  innocence and curiosity are essential aspects of this meditative self-inquiry. One of the primary aims of self-inquiry is not to gain more knowledge and gather ready-made answers but to see the nature/limitation of our past knowledge, thinking process and belief systems and realize the beauty and significance of being empty and letting go of our attachment, dependence and identification with the past baggage.

3.     A deep quality of looking, listening and awareness: The basic ground of meditative self-inquiry and dialogue is held together with the exploration of these fundamental factors of our being. These are perhaps the only unconditioned tools available to us for deeper learnings and insights.

4.     A deep sense of leisure, silence and inner space: A deep process of self-inquiry - which is not an intellectual analytical process - naturally happens when the mind is really quiet and in leisure; when it is not in a rush and under compulsion to reach any predetermined destination. It's an uncharted journey into the unknown.

5.     Staying with a question for a sustained period of time - rather than rushing to answer it from our past knowledge - and holding it together. In this way we allow the question to unfold itself in a space of curiosity, wonder, tentativeness and affection.

6.    Clear perception of "what is": A clear perception of what is real and what is unreal, of "what is", in this living moment is one of the essential aspects of self-inquiry. One needs to be watchful of the mind's deep habit of slipping back into the comfort zone of "what should be"!

7.     Participants in a self-inquiry need to be precise and brief in their communication so that every participant gets a space to open up. At the same time there is no compulsion that each participant has to share something – one can even participate silently and quite profoundly with one’s simple and awake presence.

8.     We need to be clear from the beginning that this sacred space of self-inquiry is not for debates, arguments or asserting any particular ideology, strong opinions or ideals. Our primary shared concern is to discover together what is true and what is false and not who is right or who is wrong. Gentleness, affection, trust, respect for each other, patience, humility and tentativeness in one’s approach and communication is the foundation of this meditative self-inquiry.

So the basic intention of meditative self-inquiry is to work together in an affectionate, trusting, leisurely and meditative space so that there is a natural opening up of fundamental problems that confront our daily life. This may happen by simply sharing our observations, our blocks, our aspirations, our contradictions as well as our inherent goodness, trust and love for finding what is true and what is false. In order to participate in this self-inquiry process we do not require huge knowledge of any teaching or philosophy; what we actually require is a simple heart and mind which is open to listening, inquiring and wondering and not seeking any preconceived specific results. The challenge for all of us is to come together as beginners and friends.

- Mukesh

Autoindagine e dialogo meditativi


L'autoindagine e il dialogo meditativi sono uno spazio aperto all'apprendere, in cui un gruppo di persone interessate ad esplorare in profondità le questioni della vita si incontrano. Lo spirito e il nocciolo di un'indagine meditativa di sé e di un dialogo, si basano sulle seguenti qualità:

 

1. Un profondo senso di essere insieme, di amore e di affetto.

Un processo profondo di autoindagine e dialogo si apre in un ambiente in cui ci si sente profondamente insieme, con fiducia e amore, indipendentemente dal fatto che ci si conosca oppure no. Questo lavoro di indagine non è soltanto per nostro beneficio personale, ma è nell'interesse dell'intera coscienza umana, di cui siamo soltanto una minuscola scintilla. In un dialogo lavoriamo insieme come amici e compagni di viaggio, senza alcuna gerarchia o autorità. Il ruolo di un facilitatore consiste nel dare inizio al processo del dialogo e tenere viva la fiamma dell'autoindagine mentre si lavora insieme con tutto il gruppo, ricordando gentilmente l'intenzione originaria e il nocciolo delle questioni intorno alle quali ci si riunisce.

 

2. Un profondo senso di meraviglia.

Le qualità della meraviglia, dell'innocenza e della curiosità, sono aspetti essenziali di una tale autoindagine meditativa. Uno dei principali scopi di questa indagine non è di acquisire maggiore conoscenza o di trovare risposte pronte, ma di vedere la natura e il limite della nostra conoscenza passata, del processo del pensiero e dei sistemi di credenze, rendendoci conto della bellezza e del significato di essere vuoti e di abbandonare il nostro attaccamento, la dipendenza e l'identificazione con il bagaglio del passato.

 

3. Una profonda qualità di osservazione, di ascolto e di consapevolezza.

La base dell'autoindagine e del dialogo meditativi, si tiene unita con l'esplorazione di questi fattori fondamentali del nostro essere. Questi sono forse gli unici strumenti a nostra disposizione per un più profondo apprendimento e insight.

 

4. Un grande senso di libertà, di silenzio e spazio interiore.

Un profondo processo di autoindagine, che non è un processo intellettuale e analitico, avviene in modo naturale quando la mente è davvero tranquilla e in uno stato di 'riposo'; quando non è di fretta e sotto pressione per raggiungere una destinazione predeterminata. E' un viaggio inesplorato nell'ignoto.

 

5. Rimanere su una domanda per un certo periodo di tempo, invece di cercare di rispondere sulla base della nostra conoscenza, e sostenere insieme la domanda. In questo modo permettiamo alla domanda di aprirsi in uno spazio di curiosità, meraviglia, esitazione e affetto.

 

6. Una percezione chiara di 'ciò che è'.

Una chiara percezione di ciò che è reale e cosa non lo è, in questo momento vivo, è uno degli aspetti essenziali dell'autoindagine. Bisogna essere molto attenti alle abitudini della mente di scivolare verso la zona consolatoria di 'ciò che dovrebbe essere'!

 

7. Bisogna che i partecipanti all'autoindagine siano precisi e brevi nella loro comunicazione, in modo che ciascuno abbia il proprio spazio per aprirsi. Allo stesso tempo non è obbligatorio che ciascun partecipante condivida qualcosa, si può perfino partecipare in silenzio e con profondità con una presenza semplice e viva.

 

8.  E' necessario essere chiari dall'inizio che questo spazio sacro di autoindagine non è inteso per il dibattito, la discussione o l'affermazione di ideologie, opinioni o ideali. La nostra principale preoccupazione condivisa è di scoprire insieme ciò che è vero e ciò che è falso, e non di stabilire chi ha ragione e chi ha torto. Un atteggiamento di gentilezza, affetto, fiducia, rispetto reciproco, pazienza, umiltà ed esitazione, nella nostra comunicazione, è la base di questa autoindagine meditativa.

 

Perciò, l'intenzione basilare dell'autoindagine meditativa è di lavorare insieme in uno spazio caratterizzato da affetto e fiducia, libero e meditativo, in modo che avvenga un'apertura naturale dei problemi fondamentali del nostro vivere quotidiano. Questo può avvenire condividendo semplicemente le nostre osservazioni, i nostri blocchi, le aspirazioni, le contraddizioni; e anche la nostra bontà intrinseca, la fiducia e l'amore, per scoprire cosa è vero e cosa è falso.

Per partecipare a questo processo di autoindagine non abbiamo bisogno di grandi conoscenze di maestri o filosofi; quello che ci serve è un cuore semplice e una mente aperta ad ascoltare, indagare e porsi domande, senza cercare alcuno specifico risultato preconcetto. La sfida per tutti noi è di essere insieme come principianti e amici.

 

(Traduzione di Olga Fedeli)

Mukesh Gupta